Sei più bravo del tuo partner?

Proprio come diceva il leggendario Alberto Sordi nel “Marchese del Grillo”…

<< Perché io so’ io… e voi non siete un cazzo>>

Questo è l’approccio che molte volte si può osservare in uno dei due componenti della coppia nei confronti dell’altro!

Oggi tratteremo un argomento delicatissimo, entreremo all’interno delle dinamiche psicologiche che si creano dentro una coppia di ballerini che devono apprendere ballo.

Sia che con la vostra ballerina siate solo conoscenti, sia che balliate con vostra moglie, il discorso riguardante i “Presunti” equilibri di bravura nella coppia è un tasto molto importante.

Questo argomento va saputo spiegare al meglio, il coach deve saperlo gestire sapientemente onde evitare ripercussioni sul morale della coppia.

NON SIAMO TUTTI UGUALI

Come mi è capitato spesso di sottolineare su queste pagine tengo a precisare e ribadire un concetto fondamentale:

Ogni persona è unica.

Ognuno di noi possiede qualità motorie, difficoltà, specificità di movimento e coordinazione uniche.

Alcuni hanno doti particolari nell’uso delle gambe, altri hanno una parte superiore naturalmente bella, altri ancora invece presentano spiccate doti atletiche o musicali…

Molti possono eccellere in un area ed essere molto limitati in altre, altri ancora possono essere sufficienti in tutte le aree.

I più sfortunati invece possono essere limitati in tutte le aree di azione necessarie per ottenere un buon ballo.

A che punto siamo?

Per il maestro è fondamentale capire fin da subito i pregi e i difetti di un suo ballerino, per l’allievo invece la storia è un po’ diversa.

Il ballerino principiante non ha bisogno di problemi in più, deve ballare e cercare di migliorarsi senza farsi troppe domande sul fatto che sia capace o no di eseguire delle azioni.

Il ballerino intermedio e avanzato deve obbligatoriamente iniziare a comprendere i suoi punti deboli e i suoi punti di forza, al fine di lavorare specificatamente sulle tecniche che possono arginare i problemi o potenziare i benefici.

L’IMPORTANTE È CREDERCI

Capita spesso che uno dei componenti della coppia sia fermamente convinto della sua superiorità nei confronti del suo (o della sua) partner.

Ci sono due possibilità:

1-Che sia solo una convinzione NON confermata dai fatti.

Accade spesso ai ballerini principianti, dove un membro della coppia (in genere l’uomo) è convinto di essere inferiore e ovviamente viene spronato dalla sua compagna che puntualmente infierisce:

<< io sono portata, è lui che è un legno>>

Ma possiamo trovarla anche in coppie più avanzate, dove un membro della coppia prende il sopravvento sull’altro finendo per correggerlo iniziando a fare il “maestro di supporto” per poi finire nel diventare 1° maestro indiscusso.

2- Casi dove effettivamente un membro della coppia abbia difficoltà
particolari rispetto all’altro.

Non è un caso molto comune, ma esistono partnership dove un membro della coppia abbia “complessivamente” molte più difficoltà dell’altro a gestire i movimenti del ballo.

Molto più spesso troviamo delle differenze nei punti forti o deboli e nelle qualità e capacità motorie, per esempio:

– Ballerino molto abile nell’uso della parte superiore del corpo.

– Ballerina abile invece nell’uso delle gambe e più rigida di schiena.

In questo caso il ruolo del coach è fondamentale per cercare di amalgamare i pregi di uno e dell’altro e far si che i membri della coppia si valorizzino a vicenda.

COME COMPORTARSI?

I comportamenti da adottare in questo caso sono molto logici, ma non sempre molto semplici:

1- Ritornare o essere riportati alla realtà.

Il ballerino/a deve comprendere che le sue “idee di superiorità” sono infondate, o quantomeno deve realizzare il fatto che anche se il partner ha dei limiti, probabilmente questi limiti si possono riscontrare in tutti e due i membri della coppia.

In caso che un componente della coppia sia particolarmente convinto di essere superiore, il coach deve prendere lo shuttle ed andare a ripescare il cervellino dell’atleta finito a fantasticare nello spazio, riportandolo sul pianeta terra.

Una missione difficile al pari della colonizzazione di Marte!

Un buon coach aiuta la coppia a capire come ci si può aiutare a vicenda, non certo come distruggere il morale del proprio compagno/a.

2-Capire i punti di forza e i punti deboli.

E’ di fondamentale importanza per la coppia sapere i punti deboli (e i punti forti) di ogni suo componente, e sopratutto capire come aiutarsi a vicenda per migliorarli.

Aiuta il lavoro di squadra, crea senso di unione e fornisce una direzione su cui lavorare assieme, senza creare tensioni e “complessi di inferiorità”.

Il coach deve aiutare la parte “più debole” aiutandola a capire come migliorare e riparare alle sue lacune, e deve “crakkare” la mente della parte più predisposta per evitare che finisca per fare il maestro/la maestra in seconda.

LA BELLEZZA DELL’ESSERE IMPERFETTI

Una delle cose più belle nell’aiutare una coppia a migliorare il proprio ballo è sicuramente questa:

La bellezza che ognuno di noi ha difetti e particolarità sempre diverse!

Quello che può essere un difetto per il nostro sport in altri ambiti può essere considerato un pregio!

Si, proprio così!

Non è una cosa per cui un soggetto deve sentirsi “diverso”, “incapace” o “inadatto”.

Nessuno deve fare terrorismo Psicologico sul soggetto!

Ho visto coppie dove la ballerina (o il ballerino) erano completamente distrutti a livello di autostima e fiducia, tutto per colpa dell’insegnante che ripeteva loro di non essere portati, di non avere doti e capacità necessarie per riuscire a ballare decentemente!

Trovate una persona che vi comprenda, che vi stimoli, che vi aiuti a trovare la giusta strada….

E IL MIGLIORAMENTO E’ GARANTITO!

Anche in caso di particolari difficoltà iniziali, perché anche se un soggetto ha difetti visibili, sotto sotto potete esser certi che nasconde anche altrettanti PREGI!!!

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By |2020-01-03T17:43:24+00:006 gennaio, 2020|Danza Argomenti Generali|0 Comments

About the Author:

Nato a Firenze nell’ottobre del 1985, inizia a ballare all’età di 13 anni. Finalista in molti Campionati Italiani, fin dall’età di 17 anni si appassiona all’insegnamento. Giovane, ma già con un notevole bagaglio di esperienze, crede fermamente che l’insegnamento debba essere il più possibile personalizzato in base alle caratteristiche dell’allievo.

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