Sbagliare fa schifo… se non sai come farlo!

<< Sa perché cadiamo, Signor Wayne? Per imparare a rimetterci in piedi.>>

Questa è una delle frasi che mi è piaciuta di più in tutti i film di Cristopher Nolan sul pipistrello dei fumetti.

Se la sentiva sempre ripetere Bruce da suo padre quando lo vedeva in difficoltà, in quell’occasione fu riutilizzata dal mitico maggiordomo (Alfred) per spronare l’oramai adulto sig. Wayne a dare il meglio di se per combattere i cattivoni sui cui aveva avuto la peggio.

Fortunatamente noi non dobbiamo combattere nessun villain dei fumetti, niente Joker niente spaventapasseri, niente pinguino, niente di niente.

Ma il principio che sprona il supereroe a dare il meglio anche quando tutto sembra giochi a suo sfavore, penso possa essere fatto nostro, e TRASPORTATO NEL MONDO DEL BALLO nello specifico.

LA NOSTRA PAURA DI FALLIRE

Qualsiasi atleta, dal ballerino principiante fino al competitore di buon livello, vive l’errore come una cosa da evitare.

Meno sbagliamo e più riusciamo a creare una buona performance, quindi l’errore è il nostro acerrimo nemico.

Qui nasce il problema.

L’ERRORE (ALMENO NELLE FASI DI STUDIO E ALLENAMENTO) È LA MIGLIOR COSA CHE VI POSSA CAPITARE!

È il segnale più chiaro che il corpo vi manda per farvi capire che ancora non avete raggiunto il livello di conoscenze adeguate per far si che tutto fili liscio. Quindi analizzando con il maestro i propri errori avrete una chiara pista da seguire per raggiungere un GROSSO MIGLIORAMENTO.

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”
Michael Jordan

Cosa hanno in più rispetto a noi “comuni mortali” i grandi campioni?

Semplice.

Affrontano l’errore come un segnale che serve loro ad aggiustare il tiro e centrare la vittoria!

NON LO VIVONO MAI COME UN FALLIMENTO.

SBAGLIARE TANTO ALLORA È BELLO?

Assolutamente, accettare l’errore è dannatamente difficile.

Tutti tiriamo fuori dal nostro DNA il lato melodrammatico, con sceneggiate napoletane e piagnistei vari.

Sopratutto quando incappiamo nella solita problematica svariate volte. È molto facile farsi prendere dallo sconforto e dire:

“Questo ballo non fa per me”

“Non riuscirò mai fare questa azione”

Non dobbiamo mai perdere di vista la nostra missione:

TRARRE DALL’ERRORE UN VANTAGGIO E CAPIRE COME MIGLIORARE.

Se consideriamo l’errore un mezzo per migliorarsi pian piano impareremo a sfruttarlo a nostro vantaggio.

IL METODO CHE SFRUTTA GLI ERRORI.

Con questo piccolo metodo che andrò a descrivervi imparerete se avete un briciolo di volontà a sfruttare tutti i vostri errori per diventare sempre più bravi.

Se invece provate una gran fatica a prendere un foglio e scrivere tre righe a fine lezione……

Beh… E’ GIUSTO CHE CONTINUIATE AD ALLENARVI TRA ATROCI SOFFERENZE!

1-Prendete un po di olio e mettetelo nel tegame assieme ad aglio e prezzemolo… ah no

…quello è Cotto & Mangiato.. ricominciamo..

Con questo metodo (Il metodo più semplice da applicare) otterrete con un minimo di feedback dai vostri errori. Consiste nel:

1-Prendere un foglio e dividerlo in colonne. Ogni colonna sarà un errore che ripetete usualmente.

2-Scrivere (ogni lezione) nella colonna dell’errore il nuovo insegnamento ricevuto per cercare migliorare.

Essendo ogni figura formata da decine e decine di azioni da eseguire contemporaneamente. Nel corso di una decina di lezioni avrete un piano chiaro di tutti i motivi per cui fate sempre un determinato sbaglio, e saprete bene come evitare di ripeterlo.

Et Voilà , COTTO…. E MANGIATO!

Volete smettere di fare sempre gli stessi errori?

Volete finirla di dimenticarvi tutto come il pesciolino Dory (quello smemorato de “Alla ricerca di Nemo”)?

Allora muovete quel culo e iniziate ad affrontare le lezioni di ballo in modo più scientifico e ragionato!

PERCHE’ COMMETTIAMO TANTI ERRORI?

Io personalmente ricordo un insegnamento di una mia maestra che diceva:

“il ballo è un insieme complesso di molti movimenti difficili, molto facili da dimenticare.
Ogni figura deve essere costruita passo passo come si fa con un puzzle. Pezzo dopo pezzo, tentativo dopo tentativo l’immagine diverrà più chiara”

Ora, visto che la maestra in questione ha vinto più mondiali di quante dita un uomo conta in una mano… direi…. sarà il caso di ascoltarla?

Ci sono talmente tante decine di movimenti da compiere in una determinata figura che ricordarli a mente è praticamente impossibile!

Lo stesso schema che andrete a compilare dopo 6 mesi non sarà più valido perché vedrete che il vostro ballo si è “evoluto”.

Mi sapete dire quante volte dopo una lezione uscite e dite:

<<già, quel movimento me lo aveva già detto!>>

Le lezioni del ballerino medio sono al 70% composte da spiegazioni dimenticate.

se continuate a dimenticare le correzioni e’ inutile che poi adottate il motto “sbagliare e’ produttivo”

FATTO IN QUEL MODO, SBAGLIARE È DA COGLIONI!

TUTTO NELLE VOSTRE MANI

Condividendo con voi la spiegazione della mia maestra penso di avervi già dato un idea della pazienza della determinazione e della precisione che ci vuole per imparare a ballare.

La maggior parte di noi ancora vive la lezione di ballo di classe B2, B1 o A come viveva la lezione del corso collettivo ovvero:

(PENSIERO SBAGLIATO)

  • Metto le scarpe.
  • Ballo.
  • Mi dicono 3 cose.
  • Arrivederci alla prossima.

Dovremmo invece iniziare a ragionare in modo un po’ più tecnico, di pari passo anche al livello di ballo che vogliamo ottenere.

(PENSIERO CORRETTO)

  • Ballo.
  • Mi correggono, dialogo per capire.
  • Dopo la lezione ragiono sopra le correzioni e compilo lo schema.
  • In allenamento ho chiaro cosa devo fare per evitare di ricadere nei soliti errori.

Comportandovi in questa maniera farete felice il voi e il vostro maestro.

Vi resta solo una cosa da fare: decidere da che parte stare!

E ricordate:

“Il problema non è il problema. Il Problema è il tuo atteggiamento nei confronti del problema”

Jack Sparrow? tutti conoscono questa frase perché pronunciata dal famoso pirata di Johnny Depp.

In realtà già Bruce Lee negli anni 60’ aveva riportato in auge questo concetto, ereditandolo dal Lao Tzu e dalla filosofia millenaria Taoista.

Quindi non come al solito, nessuno scopre niente!

Tornate presto a tuffarvi nell’ArchivioDanza.

Visita il sito www.sosdanza.it

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By |2018-07-30T10:04:11+00:0030 luglio, 2018|Danza Argomenti Generali|0 Comments

About the Author:

Nato a Firenze nell’ottobre del 1985, inizia a ballare all’età di 13 anni. Finalista in molti Campionati Italiani, fin dall’età di 17 anni si appassiona all’insegnamento. Giovane, ma già con un notevole bagaglio di esperienze, crede fermamente che l’insegnamento debba essere il più possibile personalizzato in base alle caratteristiche dell’allievo.

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