Perché nel ballo la troppa fretta di bruciare le tappe può farti fallire

<<Voglio diventar presto un reeeeeeee!!!>>

Ricordo da piccolo IL RE LEONE, uno dei miei cartoni animati preferiti, dove veniva raccontata la storia di un cucciolo di leone figlio dell’allora re della savana, ovvero il grande Mufasa.

Questo piccoletto di leone di nome Simba fin da piccolo mostrava un enorme energia e una voglia di spaccare il mondo irrefrenabile, credeva di essere già pronto per dominare su tutto e su tutti e non riusciva proprio a vedere qualcosa che potesse impensierirlo.

Successivamente nel film grazie allo zampino di suo zio Scar accadono eventi che mettono Simba in grave crisi facendogli capire che ancora non solo non era pronto per fare il re, ma era ancora un cucciolotto indifeso.

Simba poi riuscirà a riconquistare i regno che era di suo padre, ma solo dopo aver fatto un percorso lungo e tortuoso che gli permise di formarsi e diventare un leone adulto.

Qual è l’insegnamento che Simba può dare a tutti noi?

Semplice.

Il Ballo È Come La Vita

Ogni periodo ha le sue scoperte, ogni anno di ballo serve per farvi apprendere determinate cose, tutte le difficoltà che incontrerete non dovete scansarle perché sono li apposta per farvi migliorare.

Non dovete aver fretta di crescere perché nel mondo del ballo troverete tanti “ZII SCAR”.


Tutti sono pronti a lodare, a farvi credere che siete i migliori ma quando le cose girano male ti sfruttano o cercano di metterti i bastoni tra le ruote per il proprio tornaconto, volontariamente o involontariamente.

Non voglio essere pessimista, anzi penso che sia una cosa naturale (avere a che fare con persone che ti aiutano e altre no), estendibile a tutte le altre parti delle nostre vite.

PERCHÉ CI PIACE BRUCIARE LE TAPPE.

Quando balliamo una determinata coreografia già pensiamo a quella più difficile.

  • se balliamo in classe B2 vogliamo andare in B1.
  • se balliamo in B1 Desideriamo la A .
  • se siamo in A desideriamo la AS.
  • siamo in As e vogliamo fare le gare più belle.
  • siamo nelle gare più belle e vogliamo il vestito più bello.
  • vogliamo sempre la figura che fanno altre coppie.
  • desideriamo arrivare in finale ad ogni costo.
  • vogliamo fare lezione con tutti i migliori maestri.

Per l’amor del cielo tutte cose belle.
Il desiderio di migliorarsi è una cosa molto positiva.

Queste ambizioni però prese dal punto di vista sbagliato si possono ritorcere contro di voi come un boomerang.

A questo aggiungiamo i maestri che presi dal desiderio di veder andare avanti le coppie tendono a saltare o velocizzare parti dell’insegnamento con il solo scopo di rendere la coppia subito competitiva.

Considerando tutti questi fattori, il cocktail per il fallimento è servito.

PERCHÉ SIAMO DIVISI IN CLASSI.

Se le classi di appartenenza fossero solo una lettera per vantarsi con i conoscenti probabilmente saremmo ancora come agli albori dove c’era una sola classe e tutti ballavano assieme.

Del tipo:

<<Buongiorno voglio fare la prima gara!>>
<<prego è iscritto, balla nelle danze standard tra 3 ore>>

E via, ballavi assieme al 35 volte campione italiano della disciplina con coppie che hanno fatto la prima gara quando ancora voi non sapevate lavarvi i denti!

Le classi servono per distinguere l’esperienza dei ballerini, i principianti in B3, chi balla da qualche anno in B2/B1, i ballerini più navigati nelle classi A.


Ma vediamo la questione da un’altro punto di vista.

Il nostro sistema motorio necessita di apprendere le cose in modo graduale, di modo che tutte le nostre abilità crescano lentamente di pari passo e ci permettano nel tempo di eseguire movimenti sempre più difficili.

Ci sono determinati punti che una coppia deve lavorare prima di iniziare le gare:

  1. imparare i passi base con direzioni e elevazioni.
  2. imparare un postura corretta.
  3. capire i rudimenti del movimento in coppia

Quando una coppia riesce ad eseguire il programma con un movimento discreto, una connessione decente e una buona postura è pronta per essere avvicinata al mondo competitivo.

La classe che la coppia frequenterà negli anni successivi non serve solo per vantarsi di “quanto si è bravi”.

Ogni categoria dovrà darvi determinate abilità.

In B2 ad esempio si richiede già una postura molto più stabile, un uso dei piedi più preciso e un movimento molto più potente.

In B1 bisogna mantenere quello che si è appreso in B2, migliorarlo ed eseguirlo con figurazioni più difficili iniziando ad inserire anche i rudimenti del movimento della parte superiore del corpo.

In Classe A dato il numero e la difficoltà delle figurazioni la coppia deve avere già un solido background per poter proseguire l’apprendimento di tutte le caratteristiche che ogni ballo richiede.

Al termine di ogni classe voi e il vostro maestro dovete obbligatoriamente fare il punto della situazione capendo cosa avete migliorato e cosa dovrete andare ad imparare nella classe successiva.

Altrimenti il vostro sistema motorio quando arriverete a dover eseguire figure per cui non siete pronti andrà in tilt.

L’IMPORTANZA DI UN APPRENDIMENTO GRADUALE

Mi capita spesso di notare come ci siano coppie che ballano da pochi anni che mostrano un ballo migliore di coppie che ballano da tempo.

Sapete dirmi il perché?

Ok, ve lo spiego brevemente!

Rispetto a 20 anni fa i metodi e la qualità dell’insegnamento della danza in media sono molto migliorati.

Questo fa si che le coppie che hanno iniziato negli ultimi 5/6 anni hanno potuto beneficiare di metodi di insegnamento e allenamento più produttivi, che costruiscono delle buone fondamenta su cui poi far crescere il ballo.

Così facendo arrivano in classe A molto più preparate e sicure di coppie più “anziane” di loro.

Le basi e le nozioni tecniche apprese nei primi anni di ballo hanno garantito loro una crescita più graduale nell’arco del tempo.

LA MIA PERSONALE ESPERIENZA DA SIMBA

Io in primis mi sono trovato nei panni del piccolo Simba.

Ho iniziato a ballare relativamente tardi e appena sceso in pista… BAMM solo vittorie, vittorie e altre vittorie. Passaggi di classe alla velocità della luce senza nemmeno poter memorizzare i programmi.

Bene?

Mica tanto. In quei momenti i successi mi facevano sentire quasi imbattibile ma i rapidi passaggi di classe non mi permisero di capire veramente molte cose riguardo alla tecnica del ballo.

Fino a che ho avuto la possibilità di ballare di “istinto” tutto è andato bene.

Quando con partner diverse dovevo veramente essere padrone di ciò che facevo sono finito in un giro di schiaffi che anche la metà poteva essere sufficiente, ogni miglioramento diventava soffertissimo.

Per questo vi consiglio vivamente di godervi IN PRIMIS l’apprendimento del ballo e delle sue affascinanti sfaccettature, di avere come priorità assoluta l’apprendimento delle basi tecniche che ogni classe di ballo ha da offrirvi.

Non concentratevi solo sul passaggio di classe, godetevi invece la nuova scoperta, il movimento che mano mano diventa più complesso e vedrete che a ballare non vi annoierete mai!

I miglioramenti non si fermeranno mai e alla fine arriverete dove sono arrivati i frettolosi, soltanto che voi avrete dalla vostra parte molte più “armi” per combattere!

Buona giornata, e tornate presto a tuffarvi nell’archiviodanza.

Commenti

commenti

By |2018-02-26T10:46:34+00:0026 febbraio, 2018|Danza Argomenti Generali|0 Comments

About the Author:

Nato a Firenze nell’ottobre del 1985, inizia a ballare all’età di 13 anni. Finalista in molti Campionati Italiani, fin dall’età di 17 anni si appassiona all’insegnamento. Giovane, ma già con un notevole bagaglio di esperienze, crede fermamente che l’insegnamento debba essere il più possibile personalizzato in base alle caratteristiche dell’allievo.

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.