Ditelo a SOSDanza

Oggi non parliamo noi, oggi abbiamo deciso di dare spazio a voi lettori!

Questo è il primo appuntamento di una nuova possibile rubrica, “DITELO A SOSDanza”.

Una rubrica dove voi parlate di ballo:

-Le vostre esperienze.

Quando avete iniziato, i tipi di insegnamento, le difficoltà incontrate…

-Le vostre sensazioni.

Da ballerini di sala, da principianti desiderosi di imparare, da competitori…

-Le vostre considerazioni.

Cosa vi piace e cosa cambiereste…

Insomma, un luogo dove i ballerini parlano ai ballerini, per capire e condividere i motivi per cui ci ritroviamo ad amare così tanto questa favolosa disciplina che sono i balli di coppia.

Inviate le vostre lettere a info@sosdanza.com senza esitare….

…i temi della rubrica verranno rigorosamente scelti da voi..mi raccomando, voglio storie appassionanti che raccontino emozioni vere!

Ecco a voi la prima storia, giuntaci in risposta ad un nostro precedente articolo.

Buona Lettura!

Effetto droga!?.. sensazione, emozioni.

Già a bordo pista, prima di entrare, si prende posizione e tornano in mente altre gare, altre circostanze, errori che non vorresti ripetere, convinzione propria da trasmettere alla moglie/ballerina e le sensazioni che ricevi da lei.

L’attesa del 1° ballo, compra una carica di adrenalina che richiede una grande dose di esperienza per essere gestita, la tensione che entra nel cervello e spesso prevale.

Durante il ballo è una sensazione fantastica quando riesco a percepire il movimento fluido sul tempo creando una sorta di armonia con la mia partner, riesco quasi ad immaginarmi “visto da fuori”. Quando percepisco questo insieme riesco a sentirmi fiducioso e soddisfatto (diciamo che mi sono “dato le croci”), nella speranza di essere ben ripagato rimango ottimista su come possiamo essere giudicati, il tutto sempre in umile attesa.

La fatica mi carica!

È una sfida con me stesso (con mia moglie come coppia), per ben figurare anche nei confronti dei concorrenti.

Spesso è accaduto che abbiamo dato il meglio proprio negli ultimi balli di una competizione, quando i riflessi si appannano e si spende tutte le energie che ci sono rimaste, solo dando tutto si ha la sensazione di aver partecipato appieno alla competizione, come il velocista che si lancia sul filo del traguardo.

Per me, quando finisce il Quickstep si definisce il quadro con la cornice della prestazione, e riesco a definire se è andata bene oppure ho commesso errori evidenti, così evidenti da percepirli…. In quel caso si esce decisamente meno soddisfatti.

Il ballo per me è proprio una droga… anche in allenamento!

In allenamento aggiusti, smussi, cerchi la misura, grazie al maestro comprendi errori o approcci adeguati nella gestione degli imprevisti.

La cosa più affascinante è sicuramente lo studio, l’esecuzione e il percorso di apprendimento per riuscire a raggiungere una buona performance.

Lei impara il suo, io il mio, il tutto per poi riuscire a portare in pista una “nostra” versione del ballo.

2 braccia, 2 gambe, 2 cervelli che viaggiano su un unico binario.

Non avrei mai immaginato che il ballo mi riservasse tante emozioni, alcune indelebili come la vittoria dei “Campionati Italiani”, attimi che ricorderemo per sempre grazie alle emozioni del ballo, dei nostri compagni “Tifosi” nelle tribune e agli insegnanti.

Una gara che ripercorre e porta con se le aspettative maturate durante la stagione, la tensione dei primi turni dove era veramente difficile riuscire a ballare liberamente (dato l’affollamento in pista), e la libertà degli ultimi turni.

Negli ultimi turni la tensione è svanita e ci siamo sentiti alleggeriti, come se ci avessero tolto la camicia di forza.

Un attimo di magia e sintonia paragonabile a quando il surfista cavalca l’onda perfettamente.

Queste emozioni sono una potentissima fonte di energia, a tutte le età sono un gran carburante per la vitalità!

Aurelio

Dopo aver letto questa pagina fammi un favore:

Prendi carta e penna (o il tablet) e scrivici quali sono le emozioni che il ballo ha fatto girare dentro la tua anima.

Raccontaci le difficoltà nell’apprendere, le storie di tentativi andati a buon fine e di fallimenti… condividi con noi le tue emozioni da ballerino!

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By |2018-02-12T10:40:53+00:0012 febbraio, 2018|Danza Argomenti Generali|0 Comments

About the Author:

Nato a Firenze nell’ottobre del 1985, inizia a ballare all’età di 13 anni. Finalista in molti Campionati Italiani, fin dall’età di 17 anni si appassiona all’insegnamento. Giovane, ma già con un notevole bagaglio di esperienze, crede fermamente che l’insegnamento debba essere il più possibile personalizzato in base alle caratteristiche dell’allievo.

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