La risposta alla domanda: perché il ballo sembra una droga?

Voglio iniziare subito raccontandovi la mia storia.

Quando ho iniziato a ballare non amavo affatto la Danza, ne tantomeno i balli che la componevano.

Ho iniziato a fare competizioni e ho subito ricevuto ottimi riscontri, e così è rimasto per molti anni. Mi ero convinto in parte che amassi il ballo. Sopratutto per la sensazione di imbattibilità che ricevevo partecipando alle competizioni.

Anche se dedicavo molto tempo agli allenamenti e alle lezioni, ero convinto che il giorno che la ruota fosse girata dalla parte sbagliata e i risultati non mi avessero dato più ragione, il mio interesse per il ballo lentamente sarebbe svanito.

Successivamente dopo alcuni anni per svariati motivi la ruota è girata molte volte dalla parte sbagliata.

Ad un certo punto della mia carriera mi sentivo proprio così! Come Leonida alle termopili…

  • Il corpo trafitto da centinaia di lance (eventi che non erano andati come
    volevo);
  • l’animo fiaccato da decine e decine di sforzi fatti nel modo o nella direzione
    sbagliata;
  • La sensazione che tutto fosse più grande di me;
  • La paura di non essere all’altezza;
  • La rabbia di esser stato deluso da molte persone e il dolore per averne
    deluse delle altre.

Ma nonostante fossi distrutto sono sempre andato avanti, alla prima occasione ripartivo e mi rimettevo in gioco in una strada, ad ogni errore, sempre più tortuosa!

PERCHÉ?

Io che pensavo di amare il ballo solo perché mi dava vittorie, perché non ho smesso?


Penso di aver avuto un ottimo esempio dai miei genitori, grandi Sportivi con una storia tutta da raccontare (ma non è questo il giorno).

Credo invece che mi sia sempre sfuggito qualcosa. Oggi insieme a voi voglio scoprire il tassello mancante della mia ricerca!

MOLLARE GLI SPORT

  • Michael Jordan.
  • Micheal Schumacher.
  • Cassius Clay aka Mohammed Alì.
  • Björn Borg
  • Juri Chechi

Potrei continuare per ore elencando sportivi di qualsiasi sport famosi o meno che dopo aver smesso la loro attività si sono trovati costretti dopo poco tempo a fare retromarcia per sentirsi vivi!

Alcuni invece, come Valentino Rossi o Francesco Totti (fino a qualche mese fa), sembrano non voler smettere mai.

Altri come Usain Bolt ci hanno fatto pensare, proprio in questi giorni, che si sarebbero dovuti ritirare forse un po’ prima.


Anche nel mondo del ballo molti ballerini smettono o si ritirano per poi tornare sui proprio passi ritornando a competere o fare esibizioni.

Sembra proprio impossibile smettere.

SIAMO TUTTI SCEMI?

Chi non ha mai praticato uno sport a livello discreto probabilmente penserà di si!

Vi dirà:

  • Vive solo per lo sport.
  • Ha solo quello che lo qualifica.
  • Non ha altro nella vita.
  • Vuole trovare i propri limiti.
  • Vuole mettere sempre alla prova se stesso.

SECONDO LA MIA OPINIONE SONO TUTTE SCEMENZE.

Seguitemi in questo breve racconto e capirete secondo la mia visione il perché lo sport ha un EFFETTO DROGA (benefico, ci mancherebbe), che rende chi lo pratica dipendente da quelle sensazioni ed emozioni che ti fanno “sentire vivo” più di ogni altra cosa.

UNA BREVE ED INTENSA STORIA:

<< NELLA MENTE DI UNO SPORTIVO>>

Parto, sono a bordo pista, faccio cenno al mio Maestro e lui risponde.

Adesso non si torna indietro, potrei anche farlo chi me lo impedisce? Allora perché sono qui?

Prendo posizione e via cazzo, spingendo nella prima figura del programma così in automatico, sono in gioco.

Adesso il tempo si dilata e le sensazioni si amplificano. E’ la propriocezione ai massimi livelli, la conoscenza di se stessi all’ennesima potenza, una forma di Meditazione.

Ogni fottuto metro di pista contiene decine e decine di ricordi differenti, sensazioni dei balli svolti nel corso del tempo.

Ogni metro riesco a valutare a livello sub-cosciente se è tutto OK, meno ok, se sono più preciso di quella volta, se sono più potente di quell’altra volta, se sono più o meno affaticato di quell’altra ancora.

Cacchio, oggi va tutto alla perfezione. Il cuore pompa ma non sono stanco, sono emozionato ma le mie gambe girano, i miei piedi spingono e non provo assolutamente fatica.

So di andare bene e il mio tronco è super rilassato nonostante lo sforzo.

Posso pensare ad andare forte senza pilotare il mio corpo, che si muove in automatico.

So cosa succederà tra qualche momento, la tensione scenderà, le luci si abbassano, la potenza diminuirà. Facile essere sciolti e brillanti all’inizio, vediamo come te la cavi quando l’acido lattico inizia ad intossicarti bello!

Ma nonostante tutto rimani rilassato, sei esaltato, oggi sei in forma e spacchi tutto! Continui a muoverti e spingere al massimo perché tutti i movimenti sembrano essere calibrati alla perfezione.

La fatica inizia a farsi sentire, il tuo corpo non vuol fare più quello che tu gli comandi, ma tu spingi, spingi fino alla fine.

Finisce l’ultimo ballo, il tempo riprende a scorrere normalmente e la fatica ti attanaglia come in una morsa dolorosa che prova a paralizzare il tuo corpo.

PERCHÈ UN’ATLETA SI ALLENA?

Un’atleta si allena una stagione intera per momenti come questi.

Momenti dove il corpo si trasforma per provare quelle sensazioni di onnipotenza in cuoi sei capace di fare tutto, in cui hai il controllo totale del mezzo che risponde a tutti i tuoi voleri.

Momenti in cui la paura lascia spazio alla sicurezza e alla determinazione, in cui niente ti può impedire di oltrepassare i tuoi limiti.

Un’atleta si allena per essere nella miglior forma possibile.

Perché quando sei al top della condizione mentale, tecnica e fisica non sei più tu. Sei un cyborg e ti senti onnipotente.

Queste cose nella vita quotidiana sono cazzate, ma durante un allenamento sono queste le sensazioni che diventano reali.

I tuoi piedi sono artigli, il tuo cuore una pompa a 100 bar, la tua ballerina si fonde con te, il tempo si dilata per permetterti di controllare ogni singolo movimento, se devi ruotare o saltare il tempo si allunga, se devi evitare una coppia non devi neanche pensarci perché tutto avverrà, poichè il tuo corpo è progettato per farlo.

Un atleta è vero, si allena per superare i propri limiti. Ma questo è riduttivo!

Un atleta si allena per assaporare il momento in cui questa cosa avviene, godersi le sensazioni che proverà quando questo avverrà. Qualunque sia il suo livello.

Una sensazione “drogante” CHE TI RIPAGA PER TUTTI I SACRIFICI E IL TEMPO DEDICATO!

Per questo io ricordo tutti questi momenti, i giorni, le persone e i luoghi.

OGNI VOLTA CHE PROVERAI QUESTA SENSAZIONE TE LA RICORDERAI PER SEMPRE.

Qualunque vero ballerino, qualunque sportivo può ritrovarsi in queste parole.

Non esiste distinzione di età, sesso o disciplina. Tutti gli sportivi avranno assaporato queste sensazioni e, con un’attenta analisi, si accorgeranno che queste sensazioni sono il vero motore che spinge a ballare e praticare uno sport.

Potrei anche dimostrare che queste sensazioni si tramutano davvero in una “Droga” per il nostro cervello, che riceverà una dose spropositata di endorfine benefiche!

Ma non è in questo articolo che voglio farlo.

CONCLUSIONE

OGNI SPORT PUÒ REGALARTI QUESTE INTENSE EMOZIONI SE PRATICATO CON CRITERIO E CONOSCENZA.

Scegliere il ballo come sport vi aiuterà mano a mano che vi addentrerete nello studio a essere più sicuri in voi stessi, ad aumentare la vostra determinazione, la vostra concentrazione e provare emozioni che renderanno le vostre giornate migliori.

Che aspetti, vieni a conoscere un metodo di apprendimento del ballo che può farti sentire padrone di te stesso e della musica.

Contattaci sul sito www.SosDanza.it

E torna a tuffarti nell’archiviodanza.

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By |2017-08-21T12:16:47+00:0021 agosto, 2017|Danza Argomenti Generali|0 Comments

About the Author:

Nato a Firenze nell’ottobre del 1985, inizia a ballare all’età di 13 anni. Finalista in molti Campionati Italiani, fin dall’età di 17 anni si appassiona all’insegnamento. Giovane, ma già con un notevole bagaglio di esperienze, crede fermamente che l’insegnamento debba essere il più possibile personalizzato in base alle caratteristiche dell’allievo.

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