Quanto si deve allenare un ballerino? E in che modo? – Parte 1


Nel ballo, ci trasciniamo ancora oggi l’immagine “macabra” derivante dalla Danza Classica, del ballerino che consacra le sue giornate all’allenamento ballando fino a che non gli spuntano le falangi dalle dita dei piedi.

Fa figo pensare che il VERO BALLERINO debba allenarsi MINIMO 5/6 ore il giorno.

Non ti alleni 30 ore a settimana? Sei una larva!

Anche i maestri tendono a consigliare sempre di allenarsi “il più possibile”, non facendo nessun tipo di distinzione riguardo a:

  • TIPO DI ALLENAMENTO.
  • NECESSITÀ DEL MOMENTO.
  • CARATTERISTICHE DELLA COPPIA.

Non voglio dire che l’allenamento non è importante, anzi, è una parte fondamentale per il miglioramento della coppia…SE GESTITO NEL MODO GIUSTO.

QUANTI TIPI DI ALLENAMENTO CI SONO?

Le coppie di livello medio e i principiante intendono come allenamento una routine del tipo:

  1. vado a scuola.
  2. metto le scarpe.
  3. eseguo una decina di giri di pista e arrivederci.

In questo modo non vi state allenando AD CAZZUM per dirla in latino, fareste meglio a rimanere seduti a guardare Striscia La Notizia in tv. Non c’è ragionamento, non c’è dialogo, comunicazione e attenzione.

Dobbiamo invece dividere l’allenamento di un ballerino (o aspirante tale) in 3 categorie.

1- Allenamento tecnico.

Il classico allenamento dove si cerca di riprovare figura per figura le correzioni apportate a lezione, con un DIALOGO PACATO con il proprio partner si cerca di trovare i giusti movimenti e le giuste sensazioni.

Allenamento che solitamente nella maggior parte delle coppie viene trascurato, perché solitamente negli allenamenti di gruppo non ci si può fermare e perché, non essendo abituati a questo tipo di lavoro, le coppie finiscono per litigare.

Senza questo tipo di training si corre il rischio di dimenticare le correzioni e di tornare a ballare sempre nel modo sbagliato.

2-Allenamento in continuità.

La parte dell’allenamento nella quale si balla in modo continuo simulando un ballo o più balli senza mai fermarsi.

Utile per rendere automatici i nuovi schemi motori anche in condizioni di stress e affollamento. Molte coppie non riescono a svolgere in modo corretto nemmeno questo tipo di allenamento, dato che finiscono per litigare al primo accenno di fatica.

3-Allenamento di richiamo.

Un allenamento sottovalutato dai più, ma in realtà molto utile.

Essendo il ballo uno sport prevalentemente basato sulle coordinazioni, è utile spendere anche 10/20 minuti del proprio tempo in casa per riprovare un particolare movimento.

Può sembrare una sciocchezza, ma le coppie che usano questo metodo ottengono molti benefici.

Ovviamente queste 3 categorie si dividono ulteriormente in altre sotto-categorie ,che per praticità tratteremo in altri articoli.

QUALI SONO LE COSE CHE DOVREMMO CONSIDERARE PER COSTRUIRE UN BUON ALLENAMENTO:

1 IL VOLUME, L’INTENSITÀ E LA DENSITÀ DI ALLENAMENTO

Innanzitutto dobbiamo chiarire le tre variabili che condizionano un allenamento:

VOLUME: Quantità di lavoro svolto in una seduta, il numero di balli e tempo totale.

INTENSITÀ: Quantità di lavoro svolta in relazione al tempo ed al battito cardiaco.

DENSITÀ: tempi di recupero tra i balli

Un allenamento tecnico dove faremo tanti pezzi del nostro programma per analizzarli può durare anche 2 ore, e sarà più improntato sul volume.

Un training invece di simulazione di balli in continuità (con balli lunghi e ravvicinati tra loro), può essere completato in 25/40 Minuti, ed è un lavoro improntato sull’intensità e la densità.

Queste variabili devono essere sapientemente gestite dal maestro perché è logico che all’aumentare del volume si debba ridurre l’intensità e viceversa, in caso contrario si può portare la coppia ad incorrere in INFORTUNI, STRESS e MINOR CONCENTRAZIONE.

2 LA FASE DI CRESCITA IN CUI SI DEVE ALLENARE LA COPPIA

In base agli obbiettivi e alla “vecchiaia” della coppia, l’allenamento sarà strutturato in modi completamente diversi.

-Un principiante dovrà privilegiare un allenamento più tecnico con maggior volume.

-Un intermedio necessita sia di un allenamento tecnico che di uno in continuità.

-Un avanzato deve aumentare tutti i tipi di allenamento.

-Un atleta d’élite deve pianificare gli allenamenti, alternando periodi di maggior volume ad altri di maggior intensità per ottenere la massima performance.
Ovviamente calcolando che i ballerini intermedi e avanzati ogni mese hanno 2 o più competizioni, e durante la settimana hanno anche lo sgradevole vizio di lavorare, la soluzione ideale sarebbe quella di impostare un PIANO FISSO da mantenere nel tempo.

Non ci sarà una periodizzazione dell’allenamento, ma la settimana sarà costruita di modo da sviluppare e lavorare su tutte le caratteristiche necessarie.

3 LE CARATTERISTICHE INDIVIDUALI DI OGNI COPPIA/PERSONA

Ogni persona tollera l’allenamento in modo diverso.

-Alcuni preferiscono provare le figure e analizzarle a fondo.

-Altri messe le scarpe da ballo non capiscono più nulla e vogliono solamente rimbalzare
nella pista come una mosca in un tamburo.

-Alcuni si allenano per ore mantenendo la concentrazione e non sentendo la fatica.

-Altri invece dopo 30 minuti sono già stanchi e demotivati.

NON SIAMO TUTTI UGUALI!!!

E purtroppo nel ballo non siamo neanche soli, è probabile che nella coppia l’uomo abbia necessità (per rendere al meglio) di allenarsi intensamente per un tempo brevissimo e la donna invece prediliga un allenamento più voluminoso e graduale.

Non avendo la possibilità di fare allenamenti separati potrete ben capire che per mettere tutti e due i componenti della coppia a proprio agio è fondamentale per il maestro SAPER CONSIGLIARE BENE IL MODO DI ALLENARSI.

4 DISPONIBILITÀ DI TEMPO E SPAZIO DELLA COPPIA

Dobbiamo tener conto di quante volte a settimana una coppia può allenarsi e in base alle disponibilità stilare un piano apposito.

Se una coppia ha intere giornate libere, può pianificare gli allenamenti in modo più specifico e dettagliato, in caso si disponga di solo due sere libere a settimana l’allenamento dovrà essere gestito in modo completamente diverso (e si dovrà trovare qualche compromesso).

Chi si allena 1/2 volte a settimana non potrà allenarsi con le stesse metodiche di chi si allena 3/4 volte a settimana, in caso si disponga di solo 1 giorno per l’allenamento dobbiamo puntare a lavorare TUTTE LE CARATTERISTICHE CONTEMPORANEAMENTE, lo so, non è l’ideale ma è l’unica soluzione per non tralasciare niente.

Anche la DISPONIBILITÀ DI SPAZIO è un fattore rilevante dato che le dimensioni del luogo dove ci si allena influenzano il modo in cui ci possiamo allenare:

-in casa possiamo fare solo dei richiami di alcune tecniche e movimenti.

-se disponiamo di una salettina possiamo fare degli ottimi allenamenti tecnici dove si
collegano più parti della sequenza.

-se ci possiamo allenare in una pista molto grande invece, possiamo fare degli ottimi
allenamenti in continuità.

5 EVENTUALI PROBLEMI FISICI

Nel mondo del ballo molti maestri, quando si presentano problemi fisici in un componente della coppia, specialmente nei confronti degli allievi più giovani, usano il famoso metodo del NO PAIN, NO GAIN (niente dolore, niente miglioramento).

Una coppia (giovane o adulta senza distinzioni) in caso sopraggiungano o siano già esistenti dei problemi fisici, dovrebbe adattare il suo modo di allenarsi in modo da riuscire ad ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.

Continuare ad esempio ad allenarsi 4 volte a settimana in presenza di una tendinite, non giova ne alle vostre strutture tendinee ne al vostro ballo, così come chi ha problemi a schiena e ginocchia deve allenarsi in modo specifico per evitare di incorrere in un aggravarsi delle problematiche.

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By |2017-06-19T11:09:45+00:0019 giugno, 2017|Danza Argomenti Generali|0 Comments

About the Author:

Nato a Firenze nell’ottobre del 1985, inizia a ballare all’età di 13 anni. Finalista in molti Campionati Italiani, fin dall’età di 17 anni si appassiona all’insegnamento. Giovane, ma già con un notevole bagaglio di esperienze, crede fermamente che l’insegnamento debba essere il più possibile personalizzato in base alle caratteristiche dell’allievo.

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