Studi ballo senza metodo? Scopri perché stai facendo un grave errore!

Nel mondo del ballo l’insegnante è sempre stato visto come il classico artista. Alla stregua di un grande chef, parrucchiere, pittore o un musicista.

Essendo considerato un “artista” però, i maestri si sono presi nel tempo anche i vantaggi di questa particolare categoria, ovvero il diritto di non essere “ispirati” in una particolare giornata!

È vero che tutti abbiamo dei giorni no, i ballerini non riescono a esprimersi tutti i giorni allo stesso modo quindi anche i maestri è logico che soffrano di momenti dove sono più ispirati e momenti dove non hanno le stesse intuizioni.

Molte volte però arriviamo a un limite.

VIVI ALLA GIORNATA

Quante volte vi è capitato di andare a un corso, fare una lezione e ritrovarsi a dire:

<<oggi il maestro non era in forma>>

Perché?

Presto detto, perché molte volte il maestro corregge basandosi sul suo umore e sulle sue preferenze della giornata.

Nel ballo fin dai suoi albori si è creati un modus operandi per quanto concerne l’insegnamento.

La coppia prova un ballo, il maestro la guarda e decide in quel momento quello che non lo aggrada e su cosa vuole lavorare quel determinato giorno. Molte volte si crea la fantastica scenetta comica in cui un giorno il maestro ti corregge una cosa per poi contraddirsi 15 giorni dopo.

Spesso capita anche che il maestro corregga un particolare, e la maestra pochi giorni dopo si concentri su un concetto diverso che danneggia l’apprendimento della lezione precedente.

Vi dicono: <<dovete fare tutto quello che vi viene detto>>

E voi dovreste rispondere : <<sticazzi>>

Immaginate un bambino che va a scuola e la mostra di matematica gli insegna un giorno le espressioni, un giorno geometria, poi due addizioni tre espressioni e poi le divisioni!
Ha possibilità questo bimbo di imparare qualcosa?

NO, gli insegnamenti devono partire dalle basi per dare gli strumenti per risolvere problemi più avanzati

Così facendo ogni lezione è slegata alla precedente e la crescita della coppia segue un percorso altalenante.

COSA UN BUON MAESTRO DOVREBBE SAPERE

Un maestro che fa da supervisore può permettersi il lusso di ragionare alla giornata perché ha il compito di individuare la cosa che a lui non piace nella coppia, il maestro che segue costantemente la coppia invece deve avere un metodo di progressione ben chiaro.

Non sto dicendo che deve avere un piano annuale delle cose da correggere!

Deve però avere chiaramente in testa quali sono i punti deboli e i punti forti della coppia., sapere quando intervenire sugli uni, quando sugli altri.

Ovviamente il piano sarà molto flessibile perché dobbiamo tenere conto di:

  • Velocità di apprendimento del singolo individuo.
    Già, non tutti apprendiamo nello stesso modo, alcuni devono lavorare mesi su una tecnica che magari ad altri viene quasi spontanea.
  • Reazione della coppia ai cambiamenti.
    Alcune coppie esagerano altre vanno spronare provare di più. Oppure per Migliorare una tecnica perdono di vista ciò che hanno appreso in precedenza.
  • Necessità di apprendimento di alcune nozioni rispetto ad altre.
    In base alle caratteristiche di ogni coppia si deve saper bene a quali insegnamenti dare priorità.
  • Impegno della coppia.
    Sapere quanto l coppia può dedicare a ballo per dargli un carico di lavoro adeguato.
  • Eventuali impegni come competizioni ecc..
    Come avete ben capito insegnare a ballare è fottutamente difficile richiede sensibilità, conoscenze, tattica e altre decine di ingredienti.

DOVE RISIEDE IL PROBLEMA?

Che nella maggior parte dei casi il discorso della flessibilità del programma viene sempre travisato e buttato sul “CORREGGO CHE CAZZO MI PARE”.

Per portare avanti una coppia tecnicamente nel mondo della danza ci sono dei requisiti tecnici di base su cui lavorare.

Ad esempio:

  • Inizialmente insegneremo il tempo i passi e il lavoro del piede.
  • Successivamente si parlare di connessioni, posture, movimento delle gambe e del peso del corpo.
  • Dopo molto tempo si può parlare di movimento della parte superiore e di tante altre cose.

A QUESTA SCALETTA (DETTAGLIO PIÙ DETTAGLIO MENO) NON SI PUÒ PRESCINDERE!

Non possiamo pensare di insegnare le inclinazioni e l’uso della parte superiore a un ballerino che ancora non usa i piedi e le gambe nel modo corretto.

“La pillola del campione”

Una volta un mio maestro alla fine di una lezione mi disse:

<<sono contento perché oggi non ho vi ho fatto la lezione che piace, ho fatto quella che più vi serviva, sono contento che siete rimasti interessati>>

Parlare di super figure, mega effetti speciali affascina tutti, MAESTRI COMPRESI!

Fare il lavoro sporco lavorare sulla tecnica perdendoci un po’ di tempo invece non è una cosa molto amata.

COSA RISCHIAMO A STUDIARE “AD CAZZUM”?

<<sono sveglie analogiche in un era digitale>>

Questo diceva il cattivone di “DIE HARD, Vivere o Morire” riferendosi al mitico Bruce Willis alias John McClane.
Lo definiva così per fargli capire che oramai in un era dove tutto viaggia e viene controllato dalla rete informatica il detective “vecchio stile” oramai non poteva più competere.

Ovviamente il vecchio Bruce poi riesce a far ricredere tutti quei cattivelli prendendoli a calci nei denti.

Ma voi siete per caso parenti di John McClane?
NO, allora state ben attenti a non diventare delle sveglie analogiche nell’era digitale del ballo.

Negli anni 90 la cultura della danza (a livelli bassi e medi) era veramente ad un livello infimo rispetto ad altri sport. ZERO cultura dell’insegnamento, ZERO cultura dell’allenamento, ZERO cultura sportiva.

I PIONIERI del mondo della danza che sono cresciuti in questa situazione di anarchia assoluta. (stiamo parlando di coppie normalissime che hanno iniziato a muovere i primi passi, non dei campioni dell’epoca)

  • Hanno imparato programmi e figure in quantità industriale.
  • Sono stati gettati in pista senza preparazione.

In futuro progredendo nel loro cammino ovviamente si ritrovano davanti a dei grossi limiti quali:

  • Apprendere movimenti e tecniche sempre più di alto livello.
  • Farlo senza aver acquisito in precedenza le basi per poter costruire le nuove tecniche.

Come fare ad uscire da questa situazione?

Beh, la coppia nata con concetti sbagliati potrà sicuramente migliorare, ma non potrà competere con altre coppie nate sotto i “principi moderni”

LA CURVA DI APPRENDIMENTO

Come può cambiare la curva di apprendimento di una coppia se studia seguendo  dei principi astratti oppure segue un metodo ragionato.

Come potete vedere nel grafico, senza metodi si apprendono subito tante figure e movimenti, il problema nel lungo periodo sarà riuscire ad eseguire il tutto nel modo corretto dato che la tecnica non progredisce allo stesso modo.

Con un metodo ragionato invece avremo un momento iniziale dove potremo progredire contemporaneamente tutte le abilità.

Col proseguire del tempo invece ci saranno momenti dove la coppia dovrà aumentare il tasso tecnico e altri dove invece con le nuove conoscenze acquisite potrà eseguire figure e movimenti nuovi e più complessi.
Vediamo adesso un esempio della curva di apprendimento generale.

La curva di apprendimento generale, senza un metodo chiaro di studio, sarà un percorso accidentato. Una coppia che non ha le giuste basi tecniche non riuscirà mai a mantenere il miglioramento nel tempo.

Ci vorranno anni per ottenere quello che si sarebbe potuto ottenere in qualche mese.

Mentre invece con uno studio programmato la coppia avrà un percorso più tendente verso l’alto che porterà la coppia a raggiungere vette insperate.

IL PROCESSO DI APPRENDIMENTO NON SARÀ MAI UN PERCORSO LINEARE!

Ci saranno alti e bassi…. Quello che conta è che alla fine la tendenza sia sempre verso la crescita.
E per chi fa competizioni?

UN BUON METODO SPECIALMENTE PER UNA COPPIA CHE COMPETE DEVE CONTENERE DECINE DI ELEMENTI DIVERSI.

COSA SIGNIFICA “METODO DI INSEGNAMENTO?”

Restate sintonizzati su Archiviodanza per seguire la seconda parte dell’articolo dove spiegheremo cosa è un metodo di insegnamento e andremo a fondo studiando tutti i particolari di un buon metodo per far crescere un Ballerino.

Commenti

commenti

By |2017-05-22T10:03:37+00:0022 maggio, 2017|Danza Argomenti Generali|0 Comments

About the Author:

Nato a Firenze nell’ottobre del 1985, inizia a ballare all’età di 13 anni. Finalista in molti Campionati Italiani, fin dall’età di 17 anni si appassiona all’insegnamento. Giovane, ma già con un notevole bagaglio di esperienze, crede fermamente che l’insegnamento debba essere il più possibile personalizzato in base alle caratteristiche dell’allievo.

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.